martedì 26 maggio 2015

PLAYCOLT N°54 - ITA

PAGG.109 - MB.10,2

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2 commenti:

  1. Thanks very much for posting this!

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  2. Blub... riuscire a comprendere appieno fumetti come Playcolt e Goldrake Playboy e soprattutto i motivi del loro successo piu' che decennale in edicola e', con gli occhi di oggi, impresa ormai divenuta ardua.
    Il fatto e' che all'epoca i film di Alain Delon e di Paul Belmondo andavano tanto forti in sala quanto oggi quel genere di cinema appare definitavamente tramontato e anzi quasi rimosso dall'immaginario colettivo.
    Tra i prototipi del genere ci metto anche "attenti a quei due" con Roger Moore e Tony Curtiss che ricordo mi entusiasmavano da ragazzino e di cui non perdevo una puntata. Anche loro sono il classico prototipo del playboy ricco e sfaccendato, sempre pronto alla scazzottata per riparare i torti in giro per il mondo e con atteggiamento sempre leggero e sopra le righe...
    Forse pensavo che da grande sarei stato come loro: senza una preoccupazione al mondo e con tanto tempo per fare il brillante, tra auto di lusso e belle donne.
    Bho, recentemente m'e' capitato di rivedere una puntata e, ovviamente, m'e' sembrata tutto un po' spaccone, infantile e noiosetto...
    Un limite grossisimo, ad esempio, e che questi "playboy/cavalieri" moderni nascono sulla scia di James Bond ma abolendo le motivazioni alte del personaggio per trasferile nel quotidiano. Il risultato sono trame forzate in non si sa perche' tutti gli intrighi del mondo lo vadano a cercare mentre stava al bar e, d'altro lato, non si capisce nemmeno cosa lo spinga farsene prontamente carico.

    E' anche un po' il problema di Playcolt, personaggio che nei primi numeri fa un po' il verso alle situazioni di 007, nella serie trova alcuni momenti validi qua e la' (ad esempio la saga di Maldracca) ma per il resto si vede chiaramente che non sa bene che pesci pigliare. Come in questo episodio, che si legge anche volentieri, ma che, stringi stringi, tira avanti davvero con una cavolata dopo l'altra. Alla faccia delle atmosfere di 007, qui l'umorismo e' degno di un Lando mentre il protagonista ha la faccia di Delon ma un carisma pessoche' inesistente e sembra piu' subire la storia che esserne il protagonista...

    Devo comunque ancora capire il mistero del camaleontico disegnatore, che sembra vivere di mille stili altrui... forse era un genio dell'imitazione e in una tavola piazza pure un formidabile ritratto di Barbra Streisand, che potrebbe essere un autocelebrazione delle sue stesse capacita' di caricaturista...

    grazie per il file
    Seven

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